SETTIMANA 33

Elettroforesi delle proteine e immunoelettroforesi

 

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Un solo esame può raccontare molto più di quanto sembri: infiammazione, fegato, reni, difese immunitarie e anche alterazioni del midollo osseo.

L’elettroforesi delle proteine è come una “mappa” delle proteine del sangue: è un test che può orientare il medico verso controlli mirati quando qualcosa nell’organismo non è in equilibrio.

Cosa devi sapere

L’elettroforesi delle proteine sieriche è un test che determina la separazione delle proteine del sangue in diverse frazioni: albumina, alfa-1, alfa-2, beta e gamma. Ognuna di queste frazioni può modificarsi in caso di malattia: infiammazione, infezioni, malattie epatiche, perdita di proteine dal rene o dall’intestino, malnutrizione, malattie autoimmuni o alterazioni delle immunoglobuline. È un esame estremamente utile non perché identifica un’unica malattia, ma perché offre una visione d’insieme. Può mostrare, ad esempio, un aumento delle alfa-globuline nelle risposte infiammatorie, una riduzione dell’albumina in alcune malattie epatiche o renali, oppure un aumento policlonale o monoclonale delle gammaglobuline.

L’immunoelettroforesi, oggi spesso sostituita o integrata dalla immunofissazione, costituisce invece un esame di approfondimento: serve soprattutto quando l’elettroforesi evidenzia una possibile componente monoclonale per studiarne la tipologia e le caratteristiche.

A chi è rivolto

È un esame rivolto soprattutto al pubblico adulto, quando il medico vuole approfondire alterazioni ematochimiche o sintomi non spiegati. Può essere utile in presenza di:

Indici infiammatori (VES o PCR) elevati o persistenti;

proteine totali alterate o rapporto albumina/globuline modificato

anemia, stanchezza marcata o calo di peso non spiegato

alterazioni della funzionalità epatica

alterazioni della funzionalità renale o sospetta perdita di proteine

dolori ossei persistenti, fratture non giustificate o calcemia elevata

sospetto di malattie autoimmuni, gammopatie monoclonali o patologie plasmacellulari

Non è un esame da fare ogni anno in modo sistematico, ma diventa molto utile quando inserito in un ragionamento clinico.

Cosa puoi fare concretamente

Il valore dell’elettroforesi sta nella sua capacità di mettere ordine e va sempre interpretata insieme alla storia clinica e agli altri esami.

Micropillole

Curiosità

L’elettroforesi non misura una sola proteina: separa il sangue in “famiglie” di proteine simili, ciascuna con un significato clinico diverso.

Curiosità

La zona gamma racconta molto del sistema immunitario: può aumentare per infezioni, infiammazione cronica o produzione anomala di immunoglobuline.

Falso mito

Elettroforesi alterata non significa automaticamente tumore: spesso può riflettere la presenza di infiammazione, infezioni, problemi epatici o renali.

novità scientifica

Oggi l’immunofissazione e il dosaggio delle catene leggere libere permettono di caratterizzare meglio alcune componenti monoclonali.

consiglio pratico

Porta sempre i referti precedenti: confrontare il tracciato nel tempo aiuta a distinguere quadri stabili da cambiamenti nuovi.

Perché agire adesso

Le proteine del sangue cambiano quando l’organismo sta reagendo a qualcosa. A volte il segnale è temporaneo e benigno. Altre volte merita attenzione, controllo nel tempo o approfondimenti specifici.

Fare l’esame giusto, nel momento giusto, permette di evitare sia sottovalutazioni sia allarmismi inutili. Ed è qui che il laboratorio diventa un vero alleato della prevenzione: offre dati affidabili, interpretabili e utili per guidare il percorso clinico.

Scheda sintetica del test

Elettroforesi delle proteine sieriche
Tipo di esame: prelievo di sangue venoso.
Frequenza consigliata: su indicazione medica, non come screening annuale automatico per tutti.
Obiettivo: valutare la distribuzione delle principali proteine del sangue e orientare l’approfondimento di infiammazione, alterazioni immunitarie, epatiche, renali, nutrizionali o sospette gammapatie.
Immunoelettroforesi / immunofissazione
Tipo di esame: prelievo di sangue venoso; in alcuni casi anche su campione di urine.
Frequenza consigliata: test di approfondimento quando l’elettroforesi mostra un’anomalia sospetta o quando il quadro clinico lo richiede.
Obiettivo: identificare con maggiore precisione una possibile componente monoclonale e il tipo di immunoglobulina coinvolta.

Nei tuoi esami compaiono proteine alterate, VES elevata o anemia?

 

Se nei tuoi esami compaiono proteine totali alterate, VES elevata, anemia, alterazioni epatiche o renali, parlane con il tuo medico.

L’elettroforesi delle proteine può aiutare a leggere meglio questi segnali e a orientare eventuali approfondimenti.

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Fonti

  • Cleveland Clinic. Protein Electrophoresis. Cleveland Clinic; 2025. Documento clinico-informativo aggiornato.

  • O’Connell TX, Horita TJ, Kasravi B. Understanding and interpreting serum protein electrophoresis. American Family Physician. 2005;71(1):105-112.

  • Rajkumar SV. Multiple myeloma: 2022 update on diagnosis, risk stratification, and management. American Journal of Hematology. 2022;97(8):1086-1107. DOI: 10.1002/ajh.26590. PMID: 35560063.

  • Abeykoon JP, Tawfiq RK, Kumar S, Ansell SM. Monoclonal gammopathy of undetermined significance: evaluation, risk assessment, management, and beyond. Faculty Reviews. 2022;11:34. DOI: 10.12703/r/11-34. PMID: 36532706.

  • Istituto Superiore di Sanità / Sistema Nazionale Linee Guida. La terapia del mieloma multiplo. Linea guida SIE, GITMO, SIES, AIOM. Pubblicata 2021; aggiornata 2023.

  • Khwaja J, D’Sa S, Minnema MC, Kersten MJ, Wechalekar A, Vos JM. IgM monoclonal gammopathies of clinical significance: diagnosis and management. Haematologica. 2022;107(9):2037-2050. DOI: 10.3324/haematol.2022.280953. PMID: 35770530.