SETTIMANA 36
Alcol: gli esami che raccontano il tuo consumo
Tempo di lettura: 4 minuti
Oltre 11.000 conducenti sanzionati per guida in stato di ebbrezza in un solo anno.
Per molti il vero percorso è iniziato dopo il posto di blocco: visite specialistiche, esami del sangue e, in alcuni casi, perfino l'analisi del capello. Perché vengono richiesti?
Cosa devi sapere
L'etilometro misura quanto alcol è presente nell'organismo in un preciso momento. Gli esami di laboratorio, invece, raccontano una storia diversa: possono fornire informazioni sul consumo recente o protratto nel tempo, sia dal punto di vista clinico sia in alcuni contesti medico-legali, come il percorso per il rinnovo della patente dopo una guida in stato di ebbrezza.
Non esiste un unico esame per valutare il consumo di alcol. Oggi il laboratorio dispone di diversi biomarcatori, ciascuno in grado di fornire informazioni complementari e riferite a periodi di tempo diversi.
- EtG urinario (etilglucuronide): documenta un'assunzione recente di alcol, generalmente nelle ultime 24-72 ore.
- CDT (transferrina carboidrato-carente): aiuta a evidenziare un consumo elevato e abituale nelle settimane precedenti.
- PEth (Fosfatidiletanolo): è il biomarcatore ematico più specifico e consente di valutare il consumo di alcol nelle ultime 2-4 settimane.
- GGT e altri indici epatici: possono evidenziare gli effetti del consumo di alcol sul fegato, pur non misurandolo direttamente.
- Analisi del capello: quando indicata, permette di ricostruire la storia dei consumi su un periodo di diversi mesi.
È proprio l'integrazione di queste informazioni, insieme alla valutazione clinica della persona, che consente al medico di interpretare correttamente il quadro.
+11.000
conducenti sanzionati per guida in stato di ebbrezza in un solo anno in Italia: per molti è il punto di partenza di un percorso diagnostico strutturato
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i principali biomarcatori disponibili per valutare il consumo di alcol, ognuno con finestra temporale diversa: da 24 ore fino a diversi mesi
2 - 4 settimane
la finestra temporale del PEth, oggi considerato uno dei biomarcatori più specifici: si forma solo in presenza di etanolo ed è tra i più affidabili
A chi è rivolto
Gli esami per la valutazione del consumo di alcol non vengono richiesti di routine, ma quando è necessario approfondire una situazione specifica. Possono essere utilizzati:
per valutare le abitudini di consumo
nel monitoraggio di percorsi di riduzione o sospensione del consumo di alcol
nell'ambito di accertamenti previsti per il rinnovo della patente
in specifici contesti di medicina del lavoro o di medicina legale
È proprio l'integrazione di queste informazioni, insieme alla valutazione clinica della persona, che consente al medico di interpretare correttamente il quadro.
Micropillole
Bevande diverse possono contenere la stessa quantità di alcol. Un bicchiere di vino, una birra piccola e un bicchierino di superalcolico possono apportare quantità simili di alcol puro: ciò che conta non è soltanto il tipo di bevanda, ma la quantità di etanolo assunta.
Falso mito
Se bevo tanto oggi, domani gli esami saranno sicuramente positivi." Non è sempre così. Dipende dal biomarcatore, perché ognuno ha tempi di comparsa e di permanenza diversi: alcuni evidenziano un consumo molto recente, altri descrivono abitudini protratte nel tempo.
Novità scientifica
Negli ultimi anni il PEth ha assunto un ruolo sempre più importante perché si forma in presenza di etanolo ed è considerato uno dei biomarcatori più specifici per valutare il consumo delle settimane precedenti.
Consiglio pratico
Interrompere il consumo soltanto pochi giorni prima dell’esame non cancella necessariamente quanto avvenuto nelle settimane precedenti. Alcuni biomarcatori possono infatti rimanere rilevabili più a lungo, in base alle loro caratteristiche e alle abitudini di consumo.
Dato sorprendente
Non esiste un esame perfetto per identificare il consumo di alcol. Per questo motivo, quando serve una valutazione accurata, i medici utilizzano spesso più biomarcatori contemporaneamente, integrandoli con la storia clinica della persona
Perché è importante conoscerli?
La medicina di laboratorio consente di approfondire il consumo di alcol attraverso strumenti oggettivi e scientificamente validati. I biomarcatori possono fornire informazioni sulla recente assunzione di alcol, sulle abitudini protratte nel tempo e sui possibili effetti sull’organismo. Sono inoltre utili per monitorare l’andamento di un percorso terapeutico e, quando previsto dalla normativa, per supportare valutazioni di carattere medico-legale.
La loro corretta interpretazione richiede sempre competenze cliniche e non può basarsi sul risultato di un singolo esame.
Scheda sintetica del test
| Esame | Campione | Cosa valuta | Finestra temporale |
|---|---|---|---|
| EtG urinario | Urine | Documenta un'assunzione recente di alcol | 24–72 ore |
| PEth | Sangue | Consumo di alcol nelle settimane precedenti, con elevata specificità | 2–4 settimane |
| CDT | Sangue | Indica un consumo elevato e abituale | Settimane precedenti |
| GGT, AST e ALT | Sangue | Indici indiretti (non misurano direttamente il consumo di alcol) | Nessuna finestra precisa |
| EtG nel capello | Capello | Ricostruisce la storia dei consumi nel lungo periodo | Diversi mesi |
Nota: le finestre temporali sono indicative e possono variare in base alla quantità e alla frequenza del consumo, alle caratteristiche individuali e alla metodica utilizzata. I risultati devono sempre essere interpretati dal medico nel contesto complessivo della persona.
Stai affrontando un percorso di valutazione del consumo di alcol o il rinnovo della patente?
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Dietro ogni risultato di laboratorio c'è una storia che va interpretata con competenza. Per questo la medicina di laboratorio non si limita a produrre numeri: fornisce strumenti oggettivi che aiutano il medico a prendere decisioni più consapevoli, nell'interesse della salute della persona.
BIOS, la qualità ce l'abbiamo nel sangue.
Fonti
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Jones AW. Brief history of the alcohol biomarkers CDT, EtG, EtS, 5-HTOL and PEth. Drug Testing and Analysis. 2024;16:105-119. doi:10.1002/dta.3614.
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Wielders JPM, Weykamp C, Helander A, et al. Recommendations on the measurement and use of carbohydrate-deficient transferrin as a biomarker for excessive alcohol consumption. Clinica Chimica Acta. 2024;558:117876.
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Perilli M, Toselli F, Franceschetto L, et al. Phosphatidylethanol in blood as a marker of unhealthy alcohol use: a systematic review and meta-analysis. International Journal of Molecular Sciences. 2023;24(15):12175. doi:10.3390/ijms241512175.
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Arnts J, Vanlerberghe BTK, Roozen S, et al. Diagnostic accuracy of biomarkers of alcohol use in patients with liver disease: a systematic review. Alcoholism: Clinical and Experimental Research. 2021;45(1):25-37. doi:10.1111/acer.14510.
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Biondi A, Freni F, Carelli C, Moretti M, Morini L. Ethyl glucuronide hair testing: a review. Forensic Science International. 2019;300:106-119. doi:10.1016/j.forsciint.2019.05.004.

