SETTIMANA 4

SETTIMANA EUROPEA DI PREVENZIONE

Tumore del Collo dell’Utero

Dal vetrino al DNA: la prevenzione è scienza di precisione

Tempo di lettura: 4 minuti

Ogni anno oltre 2.500 donne in Italia ricevono una diagnosi di tumore del collo dell’utero. Eppure, è una delle poche neoplasie che potremmo quasi eliminare grazie a una prevenzione accurata.

Oggi, grazie a test sempre più sensibili e metodiche di laboratorio all’avanguardia, è possibile riconoscere le alterazioni cellulari ben prima che diventino malattia.

Da 50 anni, il Laboratorio Bios mette la scienza al servizio della salute femminile, unendo esperienza, tecnologia e attenzione alla persona.

Cosa devi sapere

Il tumore del collo dell’utero nasce quasi sempre da un’infezione persistente da Papillomavirus umano (HPV), un virus molto comune che si trasmette per via sessuale. Nella maggior parte dei casi, l’organismo lo elimina spontaneamente; ma quando il virus persiste per anni, può causare alterazioni cellulari (lesioni precancerose) che, se non riconosciute e trattate, possono evolvere in tumore.

2.500+

diagnosi/anno in Italia

40%

maggiore sensibilità HPV test

50%

riduzione incidenza

Micropillole

Curiosità

L’infezione da HPV è molto frequente prima dei 30 anni, ma nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente.

Ricerca

Dopo i 30 anni le infezioni da HPV persistenti (cioè che non vengono eliminate) diventano più rilevanti, ed è da queste che si può sviluppare una lesione precancerosa, che nel lungo periodo può evolvere verso carcinoma.

Ricerca

Il test HPV DNA è fino al 40% più sensibile del Pap test nel riconoscere lesioni precancerose.

La diagnosi precoce

La diagnosi precoce è fondamentale, e oggi si basa su tre metodiche di laboratorio complementari:

Pap test

È l’esame tradizionale, dove si analizzano al microscopio le cellule prelevate dal collo dell’utero per individuare eventuali anomalie morfologiche.

Citologia in fase liquida (Thin Prep)

È una metodica più moderna del Pap test: le cellule prelevate vengono immerse in un liquido conservante, poi filtrate e distribuite in modo uniforme sul vetrino. Questo consente una lettura più nitida, la riduzione degli artefatti e la possibilità di utilizzare lo stesso campione per test di approfondimento. In pratica, un solo prelievo può rispondere a più domande diagnostiche.

Test HPV DNA

È un’analisi molecolare che ricerca direttamente il materiale genetico (DNA) dei ceppi virali di HPV più pericolosi (soprattutto i tipi 16 e 18, responsabili di circa il 70% dei casi). Il test viene eseguito con metodiche di amplificazione genica ad alta sensibilità. A differenza del Pap test, che osserva le conseguenze del virus sulle cellule, il test HPV DNA identifica la causa, permettendo un intervento ancora più precoce.

A che età fare lo screening e quale test scegliere

Donne tra 25 e 29 anni

Test di screening raccomandato → citologia (Pap o ThinPrep) ogni 3 anni.

HPV DNA test non è consigliato come test primario (in quanto molte infezioni, in questa fascia d’età, regrediscono spontaneamente e non si vuole correre il rischio di sovra-diagnosi e sovra-trattamenti).

Donne tra 30 e 64 anni

Test di screening raccomandato → HPV DNA test ogni 5 anni come test primario.

Se il test HPV risulta positivo → citologia (Pap o ThinPrep) per decidere se inviare la paziente a colposcopia o ripetere il test dopo 12 mesi.

Il vaccino HPV ha cambiato la storia della prevenzione, ma non la sua importanza. Il vaccino non copre tutti i ceppi oncogeni: lo screening periodico resta parte fondamentale di ogni percorso anche per le donne vaccinate.

Perché agire adesso

Grazie ai programmi di screening, in Italia l’incidenza del carcinoma cervicale si è ridotta di oltre la metà negli ultimi vent’anni.

Affidarsi a un laboratorio esperto significa ridurre il margine d’errore e guadagnare tempo prezioso: il fattore che, più di ogni altro, può salvare la vita.

Cosa puoi fare concretamente

Scegli di sottoporti allo screening in un centro qualificato. Presso il Laboratorio Bios i prelievi vengono eseguiti da ostetriche specializzate nella raccolta del campione cervicale, una procedura che richiede precisione anatomica ed esperienza. È un gesto tecnico, ma anche un momento di attenzione e ascolto, che molte donne apprezzano per la professionalità e la delicatezza con cui viene svolto.

Evita test non validati o soluzioni “da banco”: la prevenzione è una cosa seria, e merita competenze vere.

Scheda tecnica dei test

Pap test
Campione: Tampone vaginale con prelievo di cellule endocervicali
Metodica: Osservazione microscopica
Digiuno: Non richiesto
Ripetibilità: Ogni 3 anni (25-29 anni)

Citologia in fase liquida (Thin Prep)
Campione: Tampone vaginale in liquido conservante
Metodica: Filtrazione e stratificazione + lettura microscopica
Digiuno: Non richiesto
Ripetibilità: Ogni 3 anni (25-29 anni)

Test HPV DNA High-Risk
Campione: Tampone vaginale (anche faringeo, uretrale, anale, liquido seminale e urine)
Metodica: Biologia molecolare (PCR real time) per ceppi maligni
Digiuno: Non richiesto
Ripetibilità: Ogni 5 anni (30-64 anni)

Se è il momento del tuo controllo, affidati a chi da 50 anni fa della precisione la sua missione. Prenota il tuo screening cervicale al Laboratorio Bios e scegli l’esperienza, la tecnologia e la delicatezza di un’équipe che si prende cura della tua salute ogni giorno.

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Fonti principali

  • ECCA – European Cervical Cancer Association, European Cervical Cancer Prevention Week 2025
  • GISCi – Gruppo Italiano per lo Screening Cervicale, Linee guida 2024
  • Istituto Superiore di Sanità (ISS), Sorveglianza tumori – dati AIOM-AIRTUM 2024
  • World Health Organization (WHO), Global Strategy to Accelerate the Elimination of Cervical Cancer as a Public Health Problem (2023 update)
  • AIRC, Guida ai tumori – Cervice uterina, 2024