SETTIMANA 6

LDL ossidate e Lp-PLA2: due esami che mostrano il colesterolo davvero “cattivo”

Tempo di lettura: 3 minuti

Non sempre il colesterolo “cattivo” si vede nelle analisi di routine.

Infatti, le cosiddette LDL diventano davvero cattive quando si ossidano, innescando il processo che porta alla formazione della placca aterosclerotica e al conseguente danno alle pareti delle arterie.

Il problema è che il colesterolo cattivo lavora in silenzio: le arterie si ammalano, lentamente, senza sintomi. E molto spesso i primi segnali sono eventi cardiovascolari acuti come un infarto miocardico o un’ischemia cerebrale.

Cosa devi sapere

Il colesterolo è indispensabile per la vita (se vuoi approfondire il tema leggi l’argomento della settimana 7 “Il colesterolo: nemico o alleato?”). Dal momento che il grasso non si scioglie nell’acqua, il colesterolo per spostarsi viaggia a bordo di speciali “barchette” chiamate lipoproteine LDL.

Quando però nel corpo c’è troppo stress ossidativo — una sorta di ossigeno “guasto” provocato da diversi fattori come fumo, zuccheri in eccesso, obesità e infiammazione cronica — le LDL si “arrugginiscono” e diventano LDL ossidate (ox-LDL).

In parole semplici: l’ossidazione delle LDL trasforma il colesterolo LDL da trasportatore utile a innesco del danno ai vasi sanguigni.

La lipoproteina-associata fosfolipasi A2 (Lp-PLA2) invece è un enzima prodotto da alcuni globuli bianchi – principalmente monociti e macrofagi – che si lega alle lipoproteine (le barchette che trasportano il colesterolo), soprattutto alle LDL. Il compito di questo enzima è degradare la “parte arrugginita” presente nelle LDL ossidate, ma nel farlo genera molecole pro-infiammatorie che danneggiano i vasi sanguigni, aumentando il rischio di rottura delle placche ateromatose.

2x

Rischio raddoppiato con Lp-PLA2 elevata

Silenzioso

Nessun sintomo prima dell’evento acuto

2 test

Per una valutazione completa del rischio

Micropillole

Falso mito

L’infiammazione delle arterie non dà avvisaglie: i primi segnali spesso sono eventi maggiori acuti come l’infarto miocardico o l’ictus ischemico.

Curiosità

La fosfolipasi A2 (Lp-PLA2) è un enzima che lavora “dietro le quinte”: più il suo valore è alto, più è attivo e maggiore è l’infiammazione dentro le arterie. Questo anche se una persona ha livelli di colesterolo standard normali.

Novità dalla ricerca

Studi recenti mostrano che livelli elevati dell’enzima Lp-PLA2 raddoppiano il rischio di infarto o ictus, indipendentemente dai livelli di colesterolo totale.

Consigli

Abitudini semplici come ridurre zuccheri raffinati, smettere di fumare e dormire bene limitano l’ossidazione delle LDL e l’infiammazione vascolare.

A chi è rivolto il test

Familiarità cardiovascolare

Parenti che hanno avuto infarto miocardico o ischemia cerebrale, anche con colesterolo normale

Diabete o sindrome metabolica

Per rilevare un’infiammazione silente specifica dei vasi sanguigni

Fumatori o vita sedentaria

Livelli aumentati di stress ossidativo, responsabile del danno diretto alle LDL

Ipertensione o obesità viscerale

Per capire il rischio reale, non solo teorico

Terapia ipolipemizzante in corso

Per monitorare l’efficacia del trattamento

Check-up di prevenzione avanzata

Per una fotografia precisa della salute delle arterie

Cosa indicano i marcatori

Un semplice prelievo di sangue permette di misurare due marcatori innovativi:

LDL ossidate (ox-LDL)

Cosa indica: Danno ossidativo precoce delle LDL

Valore predittivo: Predittore di formazione e progressione della placca aterosclerotica

Lp-PLA2

Cosa indica: Infiammazione vascolare e instabilità della placca ateromasica

Valore predittivo: Predittore di rottura di placca e rischio di eventi cardiovascolari maggiori acuti (infarto, ictus)

L’uso combinato dei due test permette di distinguere la fase precoce (ossidazione delle LDL) dalla fase avanzata (infiammazione e instabilità della placca) dell’aterosclerosi, migliorando la stratificazione del rischio cardiovascolare anche in soggetti con colesterolo “normale” ma suscettibili a danno endoteliale.

Perché agire adesso

Il rischio cardiovascolare non dipende solo dai numeri del colesterolo totale, ma dallo stato delle arterie e dalla qualità delle LDL. Conoscere questi valori in anticipo significa agire quando il rischio è ancora modificabile.

La prevenzione è lucidità, non allarmismo.

Scheda tecnica dei test

Campione

Sangue venoso

Metodica LDL ossidate

ELISA su siero

Metodica Lp-PLA2

Spettrofotometria su siero

Digiuno

8–12 ore

Refertazione LDL ossidate

5 giorni lavorativi

Refertazione Lp-PLA2

16 giorni lavorativi

Ripetibilità consigliata

Ogni 12 mesi nelle persone sane; ogni 6 mesi se ci sono fattori di rischio

Presso BIOS puoi eseguire il test combinato LDL ossidate + Lp-PLA2, un’analisi avanzata che svela il rischio cardiovascolare silenzioso.

Associare questi esami al profilo lipidico standard e alla PCR ad alta sensibilità fornisce una valutazione più completa e personalizzata del rischio cardiovascolare.

Promozione valida tutto il mese

LDL ossidate

Refertazione: 5 giorni

ELISA su siero

€ 53,80

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Refertazione: 16 giorni

Spettrofotometria su siero

€ 68,80

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Fonti

  • American Heart Association, Circulation 2023 – Lipid Management Guidelines
  • European Society of Cardiology, ESC Guidelines 2023 – Prevention of CVD
  • Tsimikas S. et al., NEJM 2020 – “Oxidized LDL and Lp-PLA2 as markers of atherosclerotic risk”
  • Libby P., Nature Reviews Cardiology 2021 – “Inflammation and atherosclerosis: the silent interplay”