SETTIMANA 7

Il colesterolo: nemico o alleato?

Tempo di lettura: 3 minuti

La colesterolemia è una delle voci più presenti nei referti e, allo stesso tempo, una delle più fraintese.

Il colesterolo è una molecola indispensabile per l’equilibrio di molte funzioni del corpo: fa parte delle membrane delle cellule, è fondamentale per la produzione di numerosi ormoni e della vitamina D, regola la formazione degli acidi biliari ed è un componente della mielina, la guaina che protegge le cellule nervose. Il colesterolo, nostro alleato, diventa pericoloso solo quando si spezzano gli equilibri.

Cosa devi sapere

Il colesterolo non è solubile in acqua. Per tale motivo viaggia nel sangue a bordo di speciali “barchette”: le lipoproteine. Tra queste, due sono le protagoniste principali:

  • Le LDL, che trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti per consentire le normali funzioni del corpo, ma che quando sono in eccesso tendono a depositarsi nelle pareti dei vasi sanguigni (colesterolo “cattivo”);
  • Le HDL, che sono le barchette che fanno il viaggio inverso, riportando il colesterolo in eccesso verso il fegato per eliminarlo (colesterolo “buono”).

Il colesterolo è al tempo stesso vitale e potenzialmente pericoloso: è il mantenimento del giusto equilibrio tra le tipologie di barchette che separa la fisiologia dalla patologia.

LDL

Colesterolo “cattivo”

HDL

Colesterolo “buono”

Equilibrio

La chiave della salute

Come può il colesterolo, nostro alleato, diventare nemico?

In condizioni fisiologiche, il colesterolo non dovrebbe accumularsi nella parete dei vasi. Il problema nasce quando la parete dei vasi (endotelio) perde la sua integrità, consentendo alle LDL – che sono le barchette più piccole di tutte – di trasmigrare dentro la parete stessa dei vasi sanguigni, dove iniziano ad accumularsi.

Cos’è che danneggia la parete dei vasi sanguigni? Esistono molteplici fattori di danno. I più frequenti sono:

  • Ipertensione arteriosa
  • Fumo
  • Iperglicemia
  • Condizioni di sovrappeso o franca obesità
  • Dislipidemia (eccesso genetico di LDL), anche in situazioni di normopeso
  • Infiammazione cronica sistemica
  • Omocisteina elevata

In queste situazioni la parete dei vasi perde la sua capacità di tenuta e alcune molecole, tra cui proprio le LDL, possono passare dal circolo sanguigno all’interno della parete del vaso.

Cosa succede quando il colesterolo si accumula nelle arterie?

Le LDL che penetrano dentro ai vasi vengono riconosciute da alcune cellule del sistema immunitario – i macrofagi – che le catturano e le intrappolano nel tentativo di eliminarle. Molto spesso però, i macrofagi non riescono a eliminare il colesterolo, il quale poco a poco si accumula all’interno di queste cellule immunitarie, che diventano rigonfie e piene di bollicine di grasso. Queste cellule anomale vengono chiamate cellule schiumose e costituiscono l’innesco della formazione delle placche ateromasiche.

Le sedi principali di accumulo delle placche ateromasiche sono i vasi sanguigni del cuore o quelli che portano il sangue al cervello, con il rischio che i sintomi d’esordio siano quelli di un’ischemia miocardica (infarti) e/o cerebrale (ictus).

Micropillole

Curiosità

La produzione di colesterolo segue un ritmo circadiano ed è più intensa durante la notte: ecco perché le statine (farmaci che regolano i livelli del colesterolo) vanno assunte preferibilmente la sera, così da contrastare la produzione da parte del fegato.

Curiosità

Un pasto serale ricco di carboidrati ad alto indice glicemico (come la pizza) stimola una forte secrezione di insulina, che a sua volta accelera l’attività dell’enzima chiave della sintesi del colesterolo, favorendo così una maggiore produzione di colesterolo.

Falso mito

Il colesterolo alimentare incide solo in minima parte sui livelli nel sangue. Nella maggioranza delle persone, è il fegato a produrne la quota principale, modulando la sintesi in base ai fabbisogni e agli stimoli ormonali. Un’ampia revisione suggerisce che un consumo fino a un uovo intero al giorno non sia associato ad un aumento significativo del rischio cardiovascolare nella popolazione generale sana.

Falso mito

Il colesterolo è essenziale per la vita cellulare e un livello eccessivamente basso può essere associato a disturbi ormonali o cognitivi. L’obiettivo non è azzerarlo, ma raggiungere il giusto equilibrio in base al proprio profilo di rischio e alle indicazioni del medico.

Novità della ricerca

Recenti ricerche mostrano che la pericolosità del colesterolo dipende dalla qualità delle LDL (le barchette), non solo dalla loro quantità. Esistono test avanzati – come il dosaggio delle LDL ossidate o della lipoproteina(a) – che aiutano a definire meglio il rischio reale.

Chi è più a rischio

Il colesterolo può aumentare in chi:

Ha familiarità per malattie cardiovascolari o ipercolesterolemia genetica

Ha una cattiva alimentazione (ricca di grassi saturi e zuccheri semplici)

È sedentario

È in sovrappeso o francamente obeso

Beve frequentemente alcol

Presenta diabete, ipotiroidismo o sindrome metabolica

È un fumatore abituale

Vive periodi di stress cronico

Cosa puoi fare concretamente

  • Controlla periodicamente il tuo profilo lipidico: colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi.
  • Se necessario, approfondisci con test più specifici (LDL ossidate, Lp(a), Lp-PLAC2) per valutare il rischio cardiovascolare individuale.
  • Cura l’alimentazione: privilegia fibre, cereali integrali, pesce azzurro, legumi e olio d’oliva.
  • Muoviti ogni giorno: l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno 150 minuti/settimana di attività fisica moderata (es. camminata veloce, bici, nuoto leggero, ginnastica, ballo) oppure 75 minuti/settimana di attività fisica intensa.
  • Evita eccessi serali di carboidrati e alcolici: anche la tempistica dei pasti influisce sul metabolismo lipidico.

Perché agire adesso

Il colesterolo elevato non si vede e non si sente. Controllarlo regolarmente significa leggere in anticipo la salute dei vasi sanguigni e quella del cuore e del cervello, prima che i danni si realizzino concretamente.

Metodica analitica

Campione

Sangue venoso

Determinazioni principali

Colesterolo totale, HDL, LDL (calcolate) e trigliceridi

Metodica analitica

Metodica enzimatica colorimetrica automatizzata

Digiuno

8–12 ore (consentita solo acqua)

Tempi di refertazione

1 giorno lavorativo

Ripetibilità consigliata

Annuale in prevenzione; semestrale nei soggetti a rischio o in terapia

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Fonti

  • Goldstein J.L., Brown M.S. The LDL receptor and the regulation of cholesterol metabolism. Nobel Lecture, 1985.
  • European Society of Cardiology (ESC) Guidelines on Dyslipidaemias, 2023.
  • Grundy S.M. et al. 2018 AHA/ACC Guideline on the Management of Blood Cholesterol. Circulation, 2019.
  • Glomset J.A., Norum K.R. The metabolic role of lecithin-cholesterol acyltransferase. Biochim Biophys Acta, 1973.
  • Circadian regulation of hepatic cholesterol metabolism. Nat Rev Endocrinol, 2021.
  • Hu F.B., Stampfer M.J., Rimm E.B., et al. “A prospective study of egg consumption and risk of cardiovascular disease in men and women.” JAMA, 1999.