SETTIMANA 43
È corretto affidarsi sempre nello stesso laboratorio?
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Fai gli esami del sangue una volta all'anno.
L'anno scorso il colesterolo era 190, quest'anno è 210. È davvero aumentato?
Probabilmente sì. Ma per confrontare correttamente due risultati c'è una domanda che quasi nessuno si pone: sono stati misurati nello stesso modo?
48 ore
nella quasi totalità dei partecipanti allo studio citato, il PSA era tornato al livello di partenza entro questo tempo dopo l’eiaculazione
3 condizioni
stesso laboratorio, stesso metodo analitico e condizioni di prelievo simili aiutano a rendere più affidabile il confronto nel tempo
2 livelli
controlli interni e verifiche esterne contribuiscono a garantire la qualità del risultato di laboratorio
Un numero non dipende solo da noi
Quando leggiamo un referto tendiamo a considerare ogni risultato come un dato assoluto: 190 è 190, indipendentemente da dove sia stato misurato. In realtà non è proprio così.
Un risultato di laboratorio non dipende solo da ciò che accade nel nostro organismo. Ogni parametro può oscillare in maniera naturale e anche il modo in cui viene misurato può introdurre piccole differenze. Metodi e strumenti diversi, infatti, possono produrre risultati non perfettamente sovrapponibili.
Questo non significa che uno dei due risultati sia sbagliato. Significa che, quando vogliamo capire come un valore sta cambiando nel tempo, meno cose cambiamo intorno alla misurazione, più semplice sarà confrontare i risultati.
Stesso laboratorio, stesso metodo analitico e condizioni di prelievo simili aiutano a rendere il confronto più affidabile. Affidarsi a una struttura che lavora secondo procedure definite e consolidate aiuta proprio a mantenere più costanti queste condizioni nel tempo.
Dove vengono realmente analizzati i tuoi esami?
Quando diciamo «vado a fare gli esami», normalmente pensiamo al luogo in cui ci fanno il prelievo.
Ma punto prelievo e laboratorio non sono necessariamente la stessa cosa.
Un punto prelievo raccoglie il campione. Quel campione può essere analizzato nella stessa struttura oppure essere inviato a un laboratorio situato altrove.
Non c'è necessariamente qualcosa di sbagliato in questo secondo modello. Il nodo è un altro: ogni passaggio deve essere governato. Perché dal momento in cui il sangue entra nella provetta al momento in cui compare un numero sul referto succedono molte più cose di quanto immaginiamo.
Il viaggio della tua provetta
Una volta raccolte le provette, ogni campione prende la sua strada. A seconda dell'esame richiesto, viene preparato e indirizzato verso il corretto percorso analitico: alcuni campioni devono essere centrifugati, altri separati, altri ancora conservati o analizzati entro tempi e condizioni precise.
Se il campione deve raggiungere un laboratorio esterno, a questi passaggi si aggiunge il trasporto, che deve avvenire secondo condizioni definite e controllate. Se invece il campione viene analizzato direttamente nella struttura in cui è stato raccolto, questa fase semplicemente non c'è.
Non significa che un modello sia affidabile e l'altro no.
Significa però qualcosa di più profondo: la qualità di un'analisi comincia molto prima che la provetta entri nello strumento.
E chi controlla il laboratorio?
A questo punto potremmo pensare che basti avere strumenti moderni, sempre più sofisticati e tecnologici. Non è così.
Anche uno strumento estremamente sofisticato deve essere verificato continuamente. Un laboratorio utilizza materiali di controllo per assicurarsi che il proprio sistema analitico stia lavorando correttamente e partecipa a programmi di verifica esterni che permettono di confrontare le proprie prestazioni con standard di riferimento e con quelle di altri laboratori.
In altre parole, un laboratorio serio non si limita a controllare quotidianamente il proprio lavoro. Accetta di essere controllato e confrontato anche dall'esterno.
È una parte del lavoro che il paziente normalmente non vede. Eppure è proprio ciò che contribuisce a dare valore a quel numero che, alla fine del percorso, compare sul referto.
Un dato sul referto è sempre lo stesso numero?
CREATININA – cosa hai mangiato prima del prelievo?
La carne cotta può aumentare temporaneamente la creatinina nel sangue e, di conseguenza, far risultare più basso l'eGFR, il valore utilizzato per stimare la funzione renale. In alcuni studi l'effetto è stato abbastanza importante da modificare temporaneamente persino la classe di funzione renale attribuita al paziente.
PSA – cosa hai fatto prima del prelievo?
L'eiaculazione può aumentare temporaneamente il PSA. In uno studio condotto su uomini tra 49 e 79 anni, l'aumento è stato evidente già nella prima ora e nella quasi totalità dei partecipanti il valore era tornato al livello di partenza entro 48 ore. Anche la bicicletta è stata associata in alcuni studi a piccoli aumenti, soprattutto negli uomini sopra i 50 anni, anche se su questo punto le evidenze non sono completamente concordi.
PROLATTINA – sei agitato per il prelievo?
La prolattina è un ormone sensibile allo stress e può aumentare transitoriamente. In persone con valori inizialmente elevati, ripetere il prelievo dopo un periodo di riposo può portare a risultati significativamente più bassi e, in alcuni casi, nuovamente nella norma.
Quindi: è meglio fare gli esami sempre nello stesso laboratorio?
Se stiamo controllando un parametro nel tempo, mantenere lo stesso laboratorio è spesso una buona scelta perché riduce alcune delle variabili che possono rendere meno immediato il confronto tra risultati successivi.
Ma c'è qualcosa di ancora più importante della continuità: la qualità del laboratorio che scegliamo.
Come viene identificato e gestito il campione? Dove viene analizzato? Quali metodiche vengono utilizzate? Gli strumenti vengono controllati? Il laboratorio partecipa a verifiche esterne? Chi valida il risultato prima che venga consegnato?
Forse, allora, la domanda da porsi non è soltanto «Dove mi conviene fare il prossimo prelievo?».
Ma anche «Dove verranno realmente analizzati i miei esami e cosa c'è dietro quel risultato?».
Più che essere fedeli a un indirizzo, vale la pena essere fedeli alla qualità.
Da 50 anni, prima di tutto, un laboratorio
Da 50 anni BIOS fa proprio questo: fa laboratorio. Il campione entra nella nostra struttura con il prelievo e da lì viene preparato, analizzato, controllato e validato fino a diventare il risultato che trovi sul referto.
Dietro ogni provetta ci sono professionisti, tecnologie, procedure e controlli che il paziente difficilmente vede.
Perché alla fine di tutto questo percorso compare un numero.
Ma dietro quel numero c'è un laboratorio.
BIOS, la qualità ce l'abbiamo nel sangue.
Fonti di riferimento
ISO. ISO 15189:2022 – Medical laboratories: Requirements for quality and competence. International Organization for Standardization, 2022.
Plebani M. Quality indicators to detect pre-analytical errors in laboratory testing. Clin Biochem Rev. 2012;33(3):85-88.
Nair S, O'Brien SV, Hayden K, et al. Effect of a cooked meat meal on serum creatinine and estimated glomerular filtration rate in diabetes-related kidney disease. Diabetes Care. 2014;37(2):483-487.
Tchetgen MB, Song JT, Strawderman M, et al. Ejaculation increases the serum prostate-specific antigen concentration. Urology. 1996;47(4):511-516.
Almazrouei R, et al. Utility of cannulated prolactin to exclude stress hyperprolactinemia in patients with persistent mild hyperprolactinemia. 2021.





