SETTIMANA 41
Epstein-Barr virus e sindromi mononucleosiche
Tempo di lettura: 5 minuti
A un mese dalle Olimpiadi di Tokyo, la mononucleosi fermò Gregorio Paltrinieri nel momento decisivo della preparazione.
Non è solo febbre e mal di gola: l’infezione causata da questo virus può provocare una stanchezza profonda per settimane e ingrossare la milza, esponendola, raramente, al rischio di rottura. Riconoscerla significa sapere quando fermarsi, quali esami eseguire e quando tornare davvero alle proprie attività.
Cosa devi sapere
La mononucleosi infettiva è causata, nella maggior parte dei casi, dal virus di Epstein-Barr (o EBV). Una sorpresa per molti è che l’EBV appartiene alla stessa grande famiglia dei virus dell’herpes: è infatti chiamato anche Herpesvirus umano 4.
Questo non significa che provochi le classiche vescicole dell’herpes labiale. Sono virus diversi, che generano malattie differenti, ma condividono una caratteristica: dopo il primo incontro possono permanere silenziosamente nell’organismo per tutta la vita.
La mononucleosi è storicamente chiamata “malattia del bacio” perché l’EBV si trasmette soprattutto attraverso la saliva. Il bacio è quindi una possibile modalità di contagio, ma non l’unica: il virus può passare anche condividendo bicchieri, borracce, posate, spazzolini, sigarette o altri oggetti che entrano in contatto con la bocca.
Quando l’infezione avviene durante l’infanzia può passare quasi inosservata. Negli adolescenti e nei giovani adulti può invece comparire il quadro più riconoscibile: febbre, forte mal di gola, tonsille gonfie talvolta ricoperte da placche, linfonodi del collo aumentati di volume e soprattutto una stanchezza intensa, spesso sproporzionata rispetto a una comune infezione respiratoria. Possono inoltre comparire dolori muscolari, scarso appetito, malessere generale e alterazioni degli enzimi del fegato.
Il problema è che questi sintomi non appartengono esclusivamente all’EBV. Anche il Citomegalovirus, la toxoplasmosi, alcune epatiti virali, l’infezione acuta da HIV e altre condizioni possono produrre un quadro molto simile. Per tale motivo si parla più in generale di sindrome mononucleosica: non è il nome di un singolo virus, ma di un insieme di sintomi e alterazioni che possono avere cause differenti. Il compito della valutazione clinica e degli esami di laboratorio è capire quale sia la causa reale.
0,1–0,5%
dei casi: frequenza indicata nel documento per la rottura splenica
3
anticorpi specifici principali: VCA-IgM, VCA-IgG ed EBNA-IgG
4
parametri epatici
AST, ALT, GGT e bilirubina possono essere utilizzati per valutare l'eventuale coinvolgimento del fegato.
Perché dovrebbe interessarti
La mononucleosi non riguarda soltanto i bambini e non è necessariamente una banale infezione stagionale. Può comparire in qualsiasi periodo dell’anno e colpisce in modo particolarmente evidente adolescenti e giovani adulti, proprio quando scuola, sport, lavoro e vita sociale richiedono il massimo delle energie.
Nel giugno 2021, a circa un mese dalle Olimpiadi di Tokyo, fu diagnosticata a Gregorio Paltrinieri, campione olimpico dei 1.500 metri stile libero. L’infezione interruppe la fase decisiva della sua preparazione e mise in dubbio la partecipazione ai Giochi. Paltrinieri riuscì comunque a gareggiare e a vincere due medaglie, ma arrivò all’appuntamento dopo settimane di allenamenti compromessi dalla malattia.
Questo è un esempio estremo, ma rende bene il problema: la febbre e il mal di gola possono risolversi, mentre debolezza, ridotta resistenza allo sforzo e bisogno di dormire possono persistere molto più a lungo. In alcune persone il recupero completo richiede diverse settimane o addirittura alcuni mesi.
C’è poi una complicanza rara ma importante. Durante la mononucleosi la milza può aumentare di volume e diventare più fragile. La rottura splenica interessa circa lo 0,1–0,5% dei casi, ma può causare un’emorragia interna potenzialmente grave. Questa complicanza non riguarda soltanto gli sportivi e può verificarsi anche senza un trauma evidente. Per questo la malattia merita attenzione soprattutto in chi pratica sport con contatto, svolge lavori fisicamente impegnativi o rischia colpi all’addome. Sentirsi meglio non significa automaticamente essere già pronti a riprendere ogni attività.
Cosa puoi fare concretamente
Non esiste ancora un vaccino disponibile per prevenire l’infezione da EBV. È però possibile ridurre alcune occasioni di contagio, riconoscere i segnali importanti e soprattutto scegliere gli esami più adatti, evitando test poco informativi o interpretazioni frettolose.
Curiosità.
Il pericolo per la milza non termina con la febbre: la rottura della milza è stata descritta anche diverse settimane dopo l’inizio dei sintomi, quando la persona poteva già sentirsi quasi guarita.
Falso mito.
Le placche sulle tonsille non dimostrano un’infezione batterica. Infatti anche l’EBV può provocare una faringotonsillite con essudato, molto simile a quella causata dallo streptococco.
Falso mito.
Il Monotest non è il test perfetto per la diagnosi di mononucleosi. Tale test NON ricerca direttamente il virus Epstein-Barr, bensì rileva la presenza di anticorpi eterofili, ossia degli anticorpi prodotti dall’intensa attivazione dei linfociti B. Questi anticorpi non attaccano in maniera specifica il virus Epstein-Barr, ma possono essere sfruttati dal laboratorio come marcatore indiretto della mononucleosi.
Ricerca scientifica.
Un Monotest negativo non esclude la mononucleosi: nei casi sospetti, soprattutto precoci o pediatrici, è più informativa la ricerca degli anticorpi specifici diretti contro il virus EBV.
Consiglio pratico.
Dopo la diagnosi di mononucleosi, non riprendere autonomamente sport e sforzi intensi. La ripresa deve essere graduale e valutata considerando sintomi, tempo trascorso e rischio di traumi addominali.
Quali esami eseguire
Quando è necessario confermare che la sindrome mononucleosica sia causata da Epstein-Barr, l’esame più informativo è la sierologia specifica per Epstein-Barr, che ricerca anticorpi diretti contro diverse strutture del virus. La loro combinazione permette di capire se l’infezione è recente oppure risale al passato.
VCA-IgM — Compaiono nella fase iniziale e suggeriscono un’infezione recente.
VCA-IgG — Compaiono durante l’infezione e restano positive per tutta la vita.
EBNA-IgG — Compaiono più tardi: la loro presenza indica generalmente un’infezione passata.
Emocromo con formula — Può mostrare aumento dei linfociti e presenza di linfociti atipici.
AST, ALT, GGT e bilirubina — Valutano l’eventuale coinvolgimento del fegato, frequente ma generalmente lieve e transitorio.
Il Monotest può essere utile come primo orientamento, ma è meno accurato e può risultare negativo, soprattutto all’inizio della malattia e nei bambini.
Perché agire adesso
Febbre, mal di gola, linfonodi ingrossati e stanchezza intensa possono avere cause differenti. Quando i sintomi persistono, gli esami del sangue aiutano a capire se si tratta di un’infezione da Epstein-Barr o di un’altra causa di sindrome mononucleosica.
Riconoscere l’infezione è importante anche per sapere quando fermarsi. Dopo una diagnosi di mononucleosi, sport e sforzi intensi devono essere sospesi nella fase iniziale della malattia. La ripresa deve essere graduale e concordata con il medico, soprattutto per le attività che espongono a colpi all’addome.
Scheda sintetica del test
Tipologia: prelievo su sangue venoso.
Campione: siero per la ricerca degli anticorpi specifici.
Esami principali: VCA-IgM; VCA-IgG; EBNA IgG; emocromo con formula; AST e ALT, eventualmente GGT e bilirubina.
Preparazione: generalmente non è richiesto il digiuno per la sola sierologia EBV. Il laboratorio può consigliarlo quando il prelievo comprende anche altri esami.
A cosa servono: la sierologia distingue, nella maggior parte dei casi, un’infezione recente da una pregressa; emocromo e indici epatici valutano le alterazioni associate.
Interpretazione: i risultati devono essere letti insieme ai sintomi, al momento di comparsa della malattia e agli altri esami. Un singolo anticorpo positivo non basta sempre a stabilire la fase dell’infezione.
Pacchetto mononucleosi
Anticorpi anti Epstein Barr IgG
Anticorpi anti Epstein Barr IgM
Emocromo
Gamma glutamiltransferasi
Aspartato aminotrasferasi
Alaninia aminotrasfersi
€ 40,00
Dai un nome alla stanchezza
Febbre, mal di gola e stanchezza intensa possono avere cause diverse. Gli esami di laboratorio aiutano a distinguere un’infezione recente da Epstein-Barr da altre possibili cause di sindrome mononucleosica e a valutare le alterazioni associate.
Se i sintomi persistono, parlane con il tuo medico e valuta quali esami siano realmente indicati.
BIOS, la qualità ce l'abbiamo nel sangue.
Bibliografia essenziale
Centers for Disease Control and Prevention. Laboratory Testing for Epstein-Barr Virus (EBV). Atlanta: CDC; aggiornamento 10 aprile 2024.
ARUP Consult. Epstein-Barr Virus – EBV: Choose the Right Test. Salt Lake City: ARUP Laboratories; aggiornamento aprile 2025.
Sylvester JE, Buchanan BK, Silva TW. Infectious Mononucleosis: Rapid Evidence Review. American Family Physician. 2023;107(1):71-78.
De Paschale M, Clerici P. Serological diagnosis of Epstein-Barr virus infection: Problems and solutions. World Journal of Virology. 2012;1(1):31-43.
Mohseni M, Boniface MP, Graham C. Mononucleosis. In: StatPearls. Treasure Island: StatPearls Publishing; aggiornamento 2023.





