SETTIMANA 38
Screening oncologici: gli esami che possono fare la differenza
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Ogni anno migliaia di tumori vengono scoperti quando sono ancora piccoli, spesso prima che provochino qualsiasi sintomo.
Non è fortuna: è il risultato anche degli screening oncologici, programmi di prevenzione studiati per individuare alcune forme di tumore nelle fasi iniziali, quando le possibilità di cura sono generalmente maggiori.
Cos'è un esame di screening?
Uno screening è un controllo rivolto a persone apparentemente sane, che non presentano sintomi della malattia che si sta cercando.
L'obiettivo è individuarla precocemente, prima che dia segni di sé, oppure riconoscere alterazioni che potrebbero precederne lo sviluppo.
Ma non basta che un esame sia capace di trovare un tumore per trasformarlo in un buon test di screening.
Per essere raccomandato a livello nazionale e internazionale, uno screening deve dimostrare di:
- individuare efficacemente la malattia o le sue lesioni precursori;
- permettere di intervenire in una fase in cui la diagnosi precoce modifica concretamente la prognosi;
- ridurre la mortalità o, in alcuni casi, anche l'incidenza della malattia;
- offrire benefici superiori ai possibili rischi, come falsi positivi, falsi negativi e accertamenti non necessari;
- essere sostenibile, cioè poter essere proposto periodicamente a un numero molto elevato di persone, con costi, organizzazione, tempi e risorse compatibili con un programma di sanità pubblica.
È per questo che gli screening oncologici vengono studiati su grandi popolazioni e sottoposti a una continua valutazione scientifica.
3
grandi programmi organizzati di screening oncologico offerti gratuitamente in Italia dal Servizio Sanitario Nazionale
50–74 anni
la fascia prevista nel documento per lo screening del colon-retto e della mammella
2 / 3 / 5 anni
le frequenze riportate per i diversi programmi organizzati di screening
Per chi sono pensati gli screening?
In Italia il Servizio Sanitario Nazionale offre gratuitamente tre grandi programmi organizzati di screening oncologico.
Tumore della mammella: lo screening viene effettuato mediante mammografia.
Tumore della cervice uterina: a seconda dell'età e dello stato vaccinale vengono utilizzati Pap test e HPV test.
Tumore del colon-retto: il primo esame è la ricerca del sangue occulto nelle feci mediante test immunochimico (FIT).
Le persone appartenenti alle fasce d'età previste vengono periodicamente invitate dalla propria Azienda Sanitaria a partecipare gratuitamente al programma. Ad esempio, la Regione Veneto propone quanto segue.
Colon-retto
Uomini e donne 50–74 anni
Sangue occulto fecale
Ogni 2 anni
Cervice uterina
Donne 25–29 anni non vaccinate contro HPV entro i 15 anni
Pap test
Ogni 3 anni
Cervice uterina
Donne 30–64 anni
HPV test
Ogni 5 anni
Mammella
Donne 50–74 anni
Mammografia
Ogni 2 anni
Cosa puoi fare concretamente
Se ricevi l'invito della tua ULSS a partecipare a uno screening, aderisci: anche in assenza di sintomi, questi programmi sono costruiti proprio per intercettare una malattia quando ancora non si manifesta.
Se invece appartieni a una categoria a maggior rischio, per esempio per una forte familiarità, confrontati con il tuo medico: potrebbero essere indicati controlli personalizzati, differenti per età, esame o frequenza rispetto a quelli previsti per la popolazione generale.
La prevenzione funziona quando è costruita sulla persona, non quando si eseguono esami senza una reale indicazione.
Micropillole
Il sangue che non si vede. Nello screening del tumore del colon-retto, il laboratorio ricerca quantità microscopiche di sangue nelle feci, invisibili a occhio nudo. Se il test risulta positivo non significa necessariamente avere un tumore: indica la necessità di approfondire, generalmente attraverso una colonscopia.
Il tumore più frequente nelle donne.
Il tumore della mammella è la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione femminile. Lo screening mammografico permette di riconoscere molte lesioni quando sono ancora di piccole dimensioni e non provocano sintomi.
HPV test e Pap test non cercano la stessa cosa.
L'HPV test ricerca la presenza dei tipi di Papillomavirus ad alto rischio oncogeno; il Pap test ricerca invece le alterazioni cellulari che l'infezione può provocare. L'infezione da HPV è molto frequente e nella maggior parte dei casi viene eliminata spontaneamente dall'organismo: è la sua persistenza nel tempo a rappresentare il principale fattore di rischio per il tumore della cervice uterina.
Un invito che vale la pena aprire.
In Veneto le persone che rientrano nelle fasce previste vengono invitate dalla propria ULSS a partecipare ai programmi organizzati. Il percorso di screening è gratuito e comprende anche gli eventuali approfondimenti previsti dal programma.
Perché agire adesso
Molti tumori, nelle fasi iniziali, non provocano alcun disturbo. Ed è proprio questo il senso dello screening: non aspettare che sia la malattia a farsi sentire.
Individuare un tumore o una lesione precancerosa precocemente può significare maggiori possibilità di cura e, in molti casi, trattamenti meno invasivi.
Dallo screening alla prevenzione personalizzata
Pap test
€ 28,80
Thin prep
€ 33,80
Test HPV DNA
€ 63,80
Sangue occulto nelle feci su 3 campioni
€ 12,00
Hai ricevuto l'invito della tua ULSS? Aderisci allo screening: è un'opportunità gratuita di prevenzione costruita su solide evidenze scientifiche.
Ma la prevenzione non si esaurisce nei programmi organizzati del Servizio Sanitario Nazionale. Età, familiarità e fattori di rischio possono rendere opportuni controlli differenti o personalizzati.
In BIOS puoi eseguire esami di laboratorio validati nell'ambito della prevenzione oncologica e approfondire, insieme ai nostri professionisti, quali controlli possano essere appropriati in relazione alla tua età, alla familiarità e ai tuoi fattori di rischio.
Se vuoi iniziare un percorso di prevenzione o semplicemente chiarire un dubbio, parlane con il tuo medico o chiedi informazioni al nostro personale: possiamo aiutarti a capire quali esami siano realmente indicati per te.
BIOS, la qualità ce l'abbiamo nel sangue.
Fonti di riferimento
Regione del Veneto. Screening – VivoBene. Programmi di screening oncologico della Regione del Veneto. 2026.
Regione del Veneto. DGR n. 118 del 4 marzo 2026. Linee di indirizzo regionali per allargare l'offerta dello screening del tumore della mammella alla fascia di età 45–49 anni. BUR Veneto n. 28, 6 marzo 2026.
Regione del Veneto. DGR n. 128 del 10 febbraio 2025. Istituzione del Tavolo multidisciplinare regionale degli screening oncologici. BUR Veneto n. 26, 21 febbraio 2025.
Ministero della Salute. FAQ – Screening tumori. Roma: Ministero della Salute; aggiornamento disponibile online.
International Agency for Research on Cancer (IARC). IARC Handbooks of Cancer Prevention. Volume 15: Breast Cancer Screening. Lyon: International Agency for Research on Cancer.





